Gli “splendidi” Orridi: quali visitare in Lombardia

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Mancano pochi giorni alla Notte delle Lanterne Bianche, la cena-evento nella cornice degli splendidi Orridi di Sant’Antonino. Il 2 luglio i nostri desideri si avvicineranno alle stelle sospinti dalla brezza vibrante dell’Oltrepò, sulle ali dalle lanterne che si libereranno in cielo dopo una cena gourmet accompagnata dai migliori vini a chilometro (o meglio, a «metro») zero. Le colline di Nebiolo, a Terrazza Coste, sono state disegnate dalla silenziosa potenza delle acque che nel Pliocene andavano a «rifornire» il mare che un tempo ricopriva la Pianura Padana.  

La White Wine Experience (clicca qui per saperne di più) rappresenta una grande occasione per scoprire il fascino degli splendidi orridi. Un gioco di parole forse scontato, ma sicuramente interprete della realtà. Pareti rocciose verticali plasmate dai corsi d’acqua, gole strette e impervie ma anche gallerie quasi nascoste dalla luce del sole. Sono diverse ed eterogenee, le conformazioni geologiche con cui si indicano gli orridi. Ad accomunarli sono i loro genitori: la forza erosiva dell’acqua e il tempo. La fascia prealpina è ricca di questi monumenti naturali e offre siti visitabili e, in alcuni casi, percorribili su passerelle a strapiombo, dove scattare foto impagabili. Luoghi particolarmente preziosi durante i caldi pomeriggi estivi, quando la fredda condensa contribuisce a creare una sorta di «aria condizionata» naturale. 

Quindi: quali orridi visitare, a pochi passi dai capoluoghi lombardi? 

Orrido di Bellano

A 20 minuti di auto da Lecco si possono ammirare i ricami che il Torrente Pioverna ha giocato con la roccia in milioni di anni. Il corso d’acqua ha scavato un solco stretto e profondo dove la fa da padrone un’alta e costante cascata che scorre verso il paese. Si può accedere dentro alla gola acquistando un ticket. Una volta doppiato il primo sperone roccioso, si apre un circuito di passerelle agganciate alla roccia che si affacciano su una ventina di metri di vuoto. Sotto i propri piedi, solo il canto delle acque che scendono verso il Lago di Como.  

Nell’Orrido di Bellano si intrecciano storia, leggenda e un pizzico di esoterismo. Si racconta che, durante l’occupazione austriaca, nelle gallerie verso Bellano transitassero gli abitanti locali per eludere il coprifuoco. Secondo una leggenda, nella gola riposa il guerriero Taino insieme al suo ricco bottino. La torre esagonale «del diavolo», all’ingresso degli splendidi orridi, è ricca di mistero: stretta e smilza, esagonale e attraversata da una scala a chiocciola, reca decorazioni che raffigurano satiri e in passato è stata legata a presunti riti satanici.  

Orridi di Nesso e Crevenna

L’Orrido di Nesso, nel comasco, si caratterizza per la spettacolare convivenza di una cascata alta 200 metri con un piccolo e caratteristico borgo incastonato nella roccia e che si affaccia sul Lago di Como. La forza delle acque che nei secoli ha scavato la montagna ha attirato cartiere, mulini e filatoi a partire dal XIV secolo. Impianti che hanno sfruttato la forza motrice della cascata e hanno consentito la nascita di un piccolo distretto manifatturiero. Nel Comasco, e precisamente in località Crevenna di Erba, si trova l’Orrido di Caino. Inserito in una Riserva Naturale Regionale, è meta indicata per famiglie vista la facilità dell’itinerario in mezzo alla natura che serve percorrere per raggiungere la meta. 

Orrido di Cunardo

Viaggio al centro della Terra, con l’Orrido di Cunardo. Siamo nel Varesotto, nel crocevia di quattro diverse valli prealpine. Sotto il livello del suolo si presenta un complesso di cavità carsiche sotterranee plasmato dal torrente Margorabbia. Il sito si divide nella Grotta del Ponte Nativo e nell’Antro dei morti, da cui si accede a due sentieri sotterranei con un unico ingresso a spaccatura orizzontale, largo una ventina di metri. È possibile espandere l’itinerario seguendo un percorso attrezzato con catene adatto a tutti, per cui si consigliano scarponi da trekking e una torcia. non manca anche un’ala raccomandata però ai più esperti.  

Gli Orridi bergamaschi

Per chi preferisce itinerari più semplici o percorribili in auto (meglio ancora in moto), le Prealpi bergamasche offrono due forre di particolare interesse. Si tratta della Val Taleggio, genitore dell’omonimo formaggio, e la Bassa Val Serina con l’Orrido di Bracca. Nell’Orrido della Val Taleggio si alternano cascatelle e anfratti abbracciati dagli irti pendii plasmati in milioni di anni dal Torrente Enna. Le rocce incise dal corso d’acqua sono di natura dolomitica, di colore bianco, baciate dal sole solo nei pochi intervalli in cui il canyon lascia filtrare la luce a valle. La strada è stata scavata dall’uomo tra enormi massi che spesso fanno da «tetto» naturale alla carreggiata. Il percorso viario somiglia molto a quello che si può trovare nel fondovalle della Val Serina, nei pressi di Bracca. Da segnalare, a cavallo con la Provincia di Brescia, anche i canyon della Val di Scalve.  

Ai confini della Lombardia, invece?  

Splendidi orridi risiedono a pochi passi dai confini lombardi. A un’ora e mezza di auto da Varese si trova l’Orrido di Uriezzo, in Val d’Ossola (Verbania). Rocciose spiaggette per chi vuole rinfrescarsi, una rete di sentieri per chi ama il trekking, gole strette e profonde per chi preferisce scendere nelle viscere delle montagne per ammirare i miracoli dell’azione dell’acqua. Il fiume Toce ha plasmato rocce come la Marmitta dei Giganti e la testimonianza della perizia erosiva dell’acqua si può osservare nel profondo orrido sud. A pochi chilometri di distanza, l’Orrido di Sant’Anna. Nei pressi di Trento, invece, si può visitare l’Orrido di Ponte Alto. Le rocce ferrose della gola fanno da cornice ad alte cascate ed imperdibili percorsi agganciati ai pendii.  

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